Riabilitazione ortopedica

Gli obiettivi primari della riabilitazione ortopedica sono costituiti dal recupero funzionale del segmento muscolo-scheletrico interessato, in genere dopo la chirurgia, e delle funzioni specifiche dei pazienti affetti da malattie invalidanti del sistema osteoarticolare. La riabilitazione ortopedica viene spesso intrapresa a partire già dall'immediato periodo postchirurgico, inizialmente avvalendosi di tutta una serie di dispositivi ausiliari, che consentono al paziente di eseguire un determinato movimento, come flettere un arto o camminare. La scelta corretta di dispositivi di trazione e immobilizzazione si presenta critica per il trattamento dei diversi disordini di natura biomeccanica conseguenti alle fratture e alle patologie osteoarticolari.
Nel mondo industrializzato le malattie degenerative della colonna lombare e cervicale rappresentano praticamente la causa più comune di disabilità permanente e di assenza dal lavoro. Rilevanza sociale presentano inoltre le malattie infiammatorie acute e croniche, settiche e asettiche delle articolazioni, così come le artropatie da microtrauma ripetuto. Sono inoltre di interesse riabilitatorio alcune più rare condizioni morbose, quali le osteonecrosi, le osteocondriti, le condromatosi e le malattie articolari su base neuropatica. In aggiunta, la riabilitazione ortopedica si occupa del recupero funzionale di disabilità legate a malformazioni e dimorfismi congeniti, così come delle alterazioni muscolo-scheletriche conseguenti a gravi ustioni. Non da ultimo è necessario sottolineare la profonda diversità dei rispettivi percorsi riabilitativi propri dei pazienti pediatrici, adulti e anziani, legata al ruolo giocato dall'invecchiamento del sistema osteoarticolare.
La base scientifica della riabilitazione ortopedica risiede nell'approfondita conoscenza dell'anatomia del segmento osteoarticolare interessato e dell'alterazione biomeccanica che ha prodotto la disabilità, così come della biologia del processo di guarigione dell'osso e dei tessuti molli a esso collegati quali muscoli, nervi e legamenti. Tuttavia la complessità di alcune strutture e il continuo progresso delle conoscenze fanno sì che la riabilitazione ortopedica assuma ulteriori connotati super-specialistici, come per esempio nel caso di quella dei pazienti politraumatizzati in cui sia presente una frattura del bacino, o di quelli con fratture ossee secondarie all'osteoporosi. Recentemente stanno assumendo un ruolo sempre più importante e autonomo la riabilitazione dopo ricostruzione artroscopica e quella dopo posizionamento di protesi.
In generale, la riabilitazione ortopedica si fonda essenzialmente sull'impiego della cinesiterapia e sulla terapia fisica. Il movimento rappresenta lo scopo finale della cinesiterapia. L'assenza o la riduzione di movimento comportano infatti alterazioni qualitative e quantitative del tessuto muscolare e del tessuto connettivo delle strutture articolari e periarticolari. L'immobilità è conseguente a traumi, apparecchi gessati, stati algici articolari o muscolari. Il dolore osteo-artro-muscolare dà luogo a una scorretta esecuzione dei movimenti e all'instaurazione di meccanismi adattativi di compenso. Tutto questo si traduce frequentemente nell'esecuzione abituale di movimenti anomali che alterano la fisiologica dinamica dell'apparato locomotore e che diventano a loro volta causa di malattia, concorrendo a mantenere o a peggiorare l'iniziale condizione patologica.
La mancanza di movimento o/e la sua scorretta esecuzione sono inoltre causa di una graduale perdita degli schemi motori o dell'instaurarsi di schemi errati. Il ripristino o la prevenzione della perdita del normale tono-trofismo e della coordinazione muscolare sono tra gli obiettivi fondamentali della cinesiterapia. La mobilità delle articolazioni, l'estensibilità dei tessuti molli e il loro trofismo sono infatti mantenuti dal fisiologico movimento delle parti del corpo. Un corretto intervento cinesiterapico è in grado di opporsi ai processi di ipotrofia e di degenerazione tessutale e alle produzioni abnormi di tessuto connettivo, mantenendo o recuperando la funzione delle strutture interessate direttamente o indirettamente dal processo patologico. La locuzione 'terapia fisica' definisce l'insieme delle metodologie terapeutiche che utilizzano agenti fisici quali l'aria, l'acqua, la luce, l'elettricità, il calore, le onde sonore ed elettromagnetiche.

Responsabile
dott. Claudio Crisci
 
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